Remake.

Remake.

Anonimo ha chiesto: devi morire male troia!

Buonanotte anche a te.

Anonimo ha chiesto: Non hai paura che qualcuno trovi il tuo blog con le tue foto?

No, se devo essere sincera. Se una persona che conosco lo trovasse, scoprirebbe semplicemente un’altra parte di me, contestualizzata dalle parole che scrivo. Non provo vergogna per ciò che mostro e che vivo, così come non ho mai provato imbarazzo nel raccontarlo. Il problema sta nel gli occhi di chi legge e guarda, se questo avviene con superficialità e malizia/cattiveria. Ma questo non mi riguarda: quel che sono lo dimostro ogni giorno e chi mi apprezza, apprezza il frutto della mia storia, compresa quella che racconto in queste pagine. 

Mi annoio. Cosce da cestista in pensione, sporche di mascara. Cellulite random camuffata. Copertina onnipresente. Smaltisco l’ansia oziandoci sopra.

Mi annoio. Cosce da cestista in pensione, sporche di mascara. Cellulite random camuffata. Copertina onnipresente. Smaltisco l’ansia oziandoci sopra.

Anonimo ha chiesto: Sei una persona meravigliosa. Guardati con occhi nuovi. Scopriti per quello che sei, una splendida ragazza con un cuore infito ed un cervello grazie a Dio funzionante. Guardati con occhi estranei, imparerai ad amarti!

Queste cose mi lasciano senza parole, ti ringrazio tantissimo, chiunque tu sia. Spero d’imparare, prima o poi…

Tags: Anonymous

Anonimo ha chiesto: ok domande, sperando che il sangue non sporchi troppo i tasti :-D come mai sta passione per il bondage

Ahahahha, grazie! Comunque la “passione” per il bondage è abbastanza recente. Prima lo conoscevo solo come strumento costrittivo, mentre ora ho iniziato ad apprezzarne anche e soprattutto la componente estetica ed artistica, data tanto dalle corde e dai nodi, quanto dai segni che queste lasciano sul corpo. Il bondage, inoltre, sfida quelle che sono sensazioni che ho sempre ritenuto spiacevoli: l’immobilità e la mancanza del totale controllo sul mio corpo. Sfide che sto affrontando molto, molto piacevolmente.

La differenza tra isolamento e solitudine, per capire che la solitudine non è poi una connotazione negativa della vita, tutt’altro. All’opposto l’isolamento e, in questo caso, io. Questo pomeriggio ho liberato altre mensole della mia camera. Restano i libri e un angolino con tanti squallidi peluche ammassati. Ormai non c’è più nulla di me, più nessun ricordo. Asettica. Impersonale. Frugando nell’armadio ho trovato le lastre di mia zia. Due grosse chiazze chiare tra le costole. Le avevo rubate a mia madre subito dopo la morte di mia zia, temendo le potesse gettare, temendo di perderne il ricordo.  Le ho guardate e mi son chiesta che significato potessero avere, per poi riporgerle in mezzo ai vestiti, là dove le avevo trovate. In questi giorni ho cancellato numeri di telefono e ignorato chiamate insistenti. Ho sentito il peso di tutto il mio malessere, chiusa tra queste mura. Il cursore continua a lampeggiare, m’innervosisce. Mi sento stupida a scrivere tutto questo, ma vorrei essere libera di scrivere dell’altro. 

Tags: fanculo

Anonimo ha chiesto: Ehi!!! quando reinizi a postare qualche foto più "intima" di te? Mi piace il tuo corpo..tutto..

Ciao! Quando capiterà sarò ben lieta di postarvele, ma vorrei fosse chiaro che il blog è nato con scopi diversi dal postare foto, soprattutto certe foto.E poi io ho una certa fissazione per l’ordine, cosicché le foto, se ci sono, devono essere proporzionate alle parole che metto per iscritto. Questa è la ragione per cui molto spesso cancello certi pensieri e alcuni ask (che trovo graficamente osceni) dopo qualche tempo dalla pubblicazione.

Toradol.

Schopenhauer disse che la vita è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore e la noia. Io le chiamerei mestruazioni.

Tags: half me

Vorrei tornare, un attimo, indietro nel tempo per poter sbagliare inconsapevolmente.

Notte.

Se le parole, sole, potessero spiegare quanto è difficile restare ad occhi chiusi sull’asfalto e lo scorrere del sangue ed il desiderio di poter fuggire, a gambe levate, verso ciò che non c’è. Se da sole potessero vivere questa vita al posto mio, sarebbero dure e taglienti, a spezzare il silenzio e l’infamia, sarebbero docili e caparbie, canterebbero l’amore. Se le parole, da sole, potessero bastare a dare un nome a questo stato d’animo, più che le lacrime e i sogni ad occhi aperti nella notte infinita. Se le parole, da sole, potessero prender forma nel futuro che è già passato, non cercherei conforto tra le pagine bianche, come amiche fidate, nel buio dei ricordi e delle speranze.

Tags: parole

Fine cut tobacco.

Vorrei che quest’ ansia si mettesse a tacere, mi lasciasse dormire senza dover pregare, tra un respiro e l’altro, che il sonno arrivi all’improvviso. Vorrei non sentirmi così impotente, guardando là fuori; non sentire il peso di ogni giornata che passa, e che manca, e che si fa strada. Vorrei non dover cercare la sicurezza in una capanna di coperte, tenendole strette perché non mi lascino andare. Vorrei macchiarmi dei colori della vita e poter dire che a me questo importa. Vorrei un dolore struggente ed un’immensa gioia, assaporando ogni sensazione, godendone appieno. Vorrei disegnare il mio volto ed il mio corpo senza cadere nell’errore di un’ironica caricatura, e dare voce ai silenzi, smascherando i miei sorrisi. Vorrei non sentire il tempo scorrere tra le mie dita senza tuttavia trovarvi un appiglio, in un vortice di frustrazione e disillusione. Vano ed impalpabile. Vorrei un temporale a spazzar via queste catene, per poi lasciarmi andare fino al sorgere del sole.

Regalo di compleanno.
Probabilmente cambierò il pacchetto con un circuito rally, ma forse un’opportunità alla Rossa potrei anche dargliela. Del resto, quando mi ricapita?

Regalo di compleanno.
Probabilmente cambierò il pacchetto con un circuito rally, ma forse un’opportunità alla Rossa potrei anche dargliela. Del resto, quando mi ricapita?