Nemmeno questa è la serata giusta per scrivere. E questa frase mi fa schifo e vorrei distruggere questo schifoso computer. Bianco, oltretutto. Continuerò a starmene sul letto, in bilico tra lacrime e rabbia. Che poi, nessuna delle due. Mi fanno veramente schifo queste parole, ma le scrivo ugualmente sperando di alleviare questo qualcosa cui non so dare un nome. Questo è il limite. Ho tirato un pugno allo schermo, funziona ancora tutto. 

Anonimo ha chiesto: Ehi!!! quando reinizi a postare qualche foto più "intima" di te? Mi piace il tuo corpo..tutto..

Ciao! Quando capiterà sarò ben lieta di postarvele, ma vorrei fosse chiaro che il blog è nato con scopi diversi dal postare foto, soprattutto certe foto.E poi io ho una certa fissazione per l’ordine, cosicché le foto, se ci sono, devono essere proporzionate alle parole che metto per iscritto. Questa è la ragione per cui molto spesso cancello certi pensieri e alcuni ask (che trovo graficamente osceni) dopo qualche tempo dalla pubblicazione.

Dovrei scrivere le motivazioni del tirocinio, ma prima dovrei cercarne altre, di motivazioni. Ben altre.

Anonimo ha chiesto: Oddio ma sei stupenda!

Questione di punti di vista, ma ti ringrazio!

Toradol.

Schopenhauer disse che la vita è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore e la noia. Io le chiamerei mestruazioni.

Tags: half me

italian86 ha detto:: non ti curar di loro ma guarda e passa... e non smettere di scrivere: sei tutto, fuorché noiosa!!!!

Passo, eccome se passo. Ci passerei pure sopra con un blindato!

Grazie mille!

Tags: italian86

Anonimo ha chiesto: sei noiosa, scrivi sempre le stesse stronzate! non avevi detto che lasciavi il volante?????????????? non sei capace nemmeno di toglierti la vita

Non è mica che hai dell’Imodium? Tutti questi punti di domanda m’hanno solleticato l’intestino.

Tags: anon Anonymous

Vorrei tornare, un attimo, indietro nel tempo per poter sbagliare inconsapevolmente.

Notte.

Se le parole, sole, potessero spiegare quanto è difficile restare ad occhi chiusi sull’asfalto e lo scorrere del sangue ed il desiderio di poter fuggire, a gambe levate, verso ciò che non c’è. Se da sole potessero vivere questa vita al posto mio, sarebbero dure e taglienti, a spezzare il silenzio e l’infamia, sarebbero docili e caparbie, canterebbero l’amore. Se le parole, da sole, potessero bastare a dare un nome a questo stato d’animo, più che le lacrime e i sogni ad occhi aperti nella notte infinita. Se le parole, da sole, potessero prender forma nel futuro che è già passato, non cercherei conforto tra le pagine bianche, come amiche fidate, nel buio dei ricordi e delle speranze.

Tags: parole

Fine cut tobacco.

Vorrei che quest’ ansia si mettesse a tacere, mi lasciasse dormire senza dover pregare, tra un respiro e l’altro, che il sonno arrivi all’improvviso. Vorrei non sentirmi così impotente, guardando là fuori; non sentire il peso di ogni giornata che passa, e che manca, e che si fa strada. Vorrei non dover cercare la sicurezza in una capanna di coperte, tenendole strette perché non mi lascino andare. Vorrei macchiarmi dei colori della vita e poter dire che a me questo importa. Vorrei un dolore struggente ed un’immensa gioia, assaporando ogni sensazione, godendone appieno. Vorrei disegnare il mio volto ed il mio corpo senza cadere nell’errore di un’ironica caricatura, e dare voce ai silenzi, smascherando i miei sorrisi. Vorrei non sentire il tempo scorrere tra le mie dita senza tuttavia trovarvi un appiglio, in un vortice di frustrazione e disillusione. Vano ed impalpabile. Vorrei un temporale a spazzar via queste catene, per poi lasciarmi andare fino al sorgere del sole.

Regalo di compleanno.
Probabilmente cambierò il pacchetto con un circuito rally, ma forse un’opportunità alla Rossa potrei anche dargliela. Del resto, quando mi ricapita?

Regalo di compleanno.
Probabilmente cambierò il pacchetto con un circuito rally, ma forse un’opportunità alla Rossa potrei anche dargliela. Del resto, quando mi ricapita?

Momenti d’intimità. Parlo con gli asini e gli faccio i grattini.

Momenti d’intimità. Parlo con gli asini e gli faccio i grattini.

Silver.

Oggi i miei genitori festeggiano il venticinquesimo anniversario di matrimonio. Mia madre ha scritto una lettera a mio padre e gli ha regalato dei pasticcini. Lui, oggi pomeriggio, è rientrato con delle rose rosse e una scatolina. Qualche giorno fa ho ricevuto la sua chiamata e sono corsa in gioielleria per aiutarlo nella scelta. Lei, alla vista di quegli orecchini si è commossa e, ridendo, ha detto: "Sono venticinque anni che aspetto!" poi, rivolgendosi a me, ha sussurrato: “È un orso, ma un buon orso”. Io questo lo so; l’ho ascoltata mille volte raccontare di quando, trent’anni fa, per una brutta malattia, ha passato un anno in un ospedale distante da qui, in montagna. Mio padre andava a lavoro e la sera dormiva nella tenda che aveva piazzato fuori dall’ospedale pur di starle accanto, sempre. Potranno non essere stati dei buoni genitori (anche se, come dico sempre, la colpa sta da ambedue le parti), ma è innegabile che si amino e che lo facciano nel migliore dei modi. Così ieri, con mio fratello, ho acquistato dei palloncini e li ho nascosti a casa di mio zio. Questa notte sono andata a riprenderli e, tornata a casa, ho fatto un collage, trasformando lo striscione del buon compleanno appeso in cucina, in uno striscione di buon anniversario. Ho apparecchiato la tavola per la colazione e vi ho messo sopra i palloncini. Ho chiuso la porta alle mie spalle e sono andata a dormire.